FORCONI, UNA PROTESTA CHE NON DEVE ESSERE VANIFICATA ATTRAVERSO STRUMENTALIZZAZIONI

Metti una protesta popolare, che tanto sa di rivoluzione. Metti un’intera regione bloccata e, pur tuttavia, dalla parte degli “insorti”. Metti dei giovani che scendono in piazza, con tutto il loro straordinario carico di passione e di rabbia, e si aggregano a pastori, pescatori, agricoltori e trasportatori, in un movimento di massa senza precedenti. Metti tutto questo avrai scritto una bella pagina di storia siciliana.

Peccato che tra quei giovani, un gruppo di studenti ha inopinatamente deciso di macchiare questa pagina, rendendosi protagonisti di un gesto tanto stupido quanto irriguardoso. Hanno bruciato la bandiera italiana!

Un gesto degno del piu’ volgare e idiota estremismo leghista, che va stigmatizzato, senza se e senza ma. E non solo per il suo significato simbolico, non solo perché bruciare il tricolore vale come sputare nella faccia di tutti quelli che, come me e come la stragrande maggioranza dei siciliani, si sentono italiani e ne vanno fieri; ma anche per il danno che quel gesto ha arrecato alla protesta stessa, la quale, per la portata che ha assunto, ha assoluto bisogno dell’appoggio incondizionato della gente.

E la gente di Sicilia non accetta di essere offesa nella propria dignità patriottica. Noi non siamo come quelli della Lega, noi vogliamo un grande sud in un grande Paese. Quel Paese, quell’Italia che amiamo! Tutti noi stiamo subendo disagi immani, ma condividiamo la protesta; tutti noi restiamo incolonnati per ore dietro un distributore, nell’attesa spasmodica di rifornirci di benzina come fosse acqua nel deserto; e non ci lamentiamo. Nessuno si lamenta

E PER LOMBARDO RIECHEGGIA IL DANTESCO “SE MALA SIGNORIA…”

La Sicilia è in rivolta.

La Sicilia degli agricoltori, dei pastori, degli autotrasportatori si ribella all’immobilismo economico cui è stata condannata da una congiuntura economica e dall’incapacità strutturale del governo regionale di affrontare il problema e pianificare gli interventi.

Ne è la dimostrazione lampante il tentativo del governatore Lombardo di mediare e porre fine ad una protesta che, fin dalle prime ore, si è prospettata dura.

La Sicilia ora è davvero ferma. Se prima lo era amministrativamente ed economicamente per l’incapacità di un governo di rilanciarne lo sviluppo, oggi lo è per volontà di chi non può più sopportare l’indifferenza da parte delle istituzioni nei confronti di categorie svantaggiate e quotidianamente vessate da aumenti di tasse e tariffe.

Nei palazzi, invece, una classe politica incapace di comprendere le ragioni del disagio e di produrre soluzioni.

Città paralizzate, collegamenti autostradali intasati, distributori chiusi perché privi di rifornimenti.

Il Governatore non è stato in grado di placare gli animi e di far rientrare la protesta. Ma seriamente il movimento credeva che il responsabile della catastrofe economica in Sicilia e della paralisi dei fondi europei poteva porsi come interlocutore ed ergersi a mediatore delle ragioni del Sud?

AMMINISTRATIVE, DALI’ (GRANDE SUD) “SCUOLA MATERNA CHIUDE, L’AMAT ASSUME. INCONGRUENZE INSPIEGABILI”

La scuola materna G. Serpotta resta chiusa per i danni causati dal maltempo e i genitori non hanno notizie su quando l’attività scolastica tornerà alla normalità.
E’ assurdo che da parte dell’amministrazione comunale non vi siano chiarimenti sui tempi di inizio e termine dei lavori necessari, a maggior ragione se consideriamo che la scuola Serpotta copre una zona della città – il Borgo Vecchio – ad alta dispersione scolastica.
Fa specie poi sentire però che, d’altro canto, i soldi a Palermo si trovano quando c’è aria di campagna elettorale.

Il Consiglio d’Amministrazione dell’Amat ha infatti indetto un’asta pubblica con cui si mettono in campo ben 302 mila euro per sei mesi, allo scopo di fornire un servizio di vigilantes a bordo degli autobus in servizio.

Incongruenze inspiegabili… anzi, purtroppo, spiegabili – conclude – nel contesto della campagna elettorale in corso”.

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