Metti una protesta popolare, che tanto sa di rivoluzione. Metti un’intera regione bloccata e, pur tuttavia, dalla parte degli “insorti”. Metti dei giovani che scendono in piazza, con tutto il loro straordinario carico di passione e di rabbia, e si aggregano a pastori, pescatori, agricoltori e trasportatori, in un movimento di massa senza precedenti. Metti tutto questo avrai scritto una bella pagina di storia siciliana.
Peccato che tra quei giovani, un gruppo di studenti ha inopinatamente deciso di macchiare questa pagina, rendendosi protagonisti di un gesto tanto stupido quanto irriguardoso. Hanno bruciato la bandiera italiana!
Un gesto degno del piu’ volgare e idiota estremismo leghista, che va stigmatizzato, senza se e senza ma. E non solo per il suo significato simbolico, non solo perché bruciare il tricolore vale come sputare nella faccia di tutti quelli che, come me e come la stragrande maggioranza dei siciliani, si sentono italiani e ne vanno fieri; ma anche per il danno che quel gesto ha arrecato alla protesta stessa, la quale, per la portata che ha assunto, ha assoluto bisogno dell’appoggio incondizionato della gente.
E la gente di Sicilia non accetta di essere offesa nella propria dignità patriottica. Noi non siamo come quelli della Lega, noi vogliamo un grande sud in un grande Paese. Quel Paese, quell’Italia che amiamo! Tutti noi stiamo subendo disagi immani, ma condividiamo la protesta; tutti noi restiamo incolonnati per ore dietro un distributore, nell’attesa spasmodica di rifornirci di benzina come fosse acqua nel deserto; e non ci lamentiamo. Nessuno si lamenta










gennaio 22nd, 2012
Eusebio 

